Scarico in ambiente

Nelle aree non servite da pubblica fognatura si ha uno scarico in ambiente di acque reflue e/o meteoriche (diverse da rifiuti liquidi), in un corpo ricettore finale:
1) suolo (il recapito in fossa campestre, con portata occasionale e non ricompresa tra i corpi idrici superficiali, è assimilato al suolo)
2) corpi idrici superficiali (tutti gli elementi del reticolo idrografico collegati ad un reticolo di flusso che adduce ad un corpo idrico chiaramente identificato)

Tutti gli scarichi in ambiente devono essere preventivamente autorizzati: l'autorizzazione è rilasciata al titolare dell'attività da cui origina lo scarico. L’attivazione dello scarico è subordinata all’ottenimento della preventiva autorizzazione.
E' di competenza del Comune il rilascio dell’autorizzazione allo scarico non in pubblica fognatura di acque reflue domestiche ed assimilabili sottoposte ad idoneo ciclo depurativo nel rispetto dei valori limite di emissione, ai sensi del Decreto Legislativo n° 152 del 03/04/06 e s.m.i. Parte terza, Allegato V: Tabella 3 (corpi idrici superficiali), Tabella 4 (suolo).

L’utilizzo di serbatoi a tenuta stagna è consentito solo per i rifiuti liquidi. In questi casi, il sistema di trattamento non origina alcun scarico, così come definito dall’art. 74 del Decreto, e quindi i reflui dovranno essere gestiti e smaltiti come rifiuti, secondo quanto disposto dalla parte IV del Decreto. Sono ammissibili esclusivamente per casi eccezionali o temporanei in cui, per motivi tecnici o di spazi disponibili, non è possibile recapitare le acque reflue in fognature, condotte o fosse campestri.

-Regolamento Comunale per la disciplina degli scarichi di acque reflue - 2014

-MODULISTICA - Domanda autorizzazione allo scarico_2020

-Procedimento amministrativo