Cos'è
Il ciclo di incontri culturali della Pinacoteca Servolini prosegue con un appuntamento di grande prestigio, sabato 21 febbraio 2026, ore 17.00, che vedrà come protagonista Sara Protasoni, Professoressa ordinaria di Architettura del Paesaggio, Politecnico di Milano, che curerà la conferenza Calza Bini: Architettura, città e politica.
Il contributo, facendo riferimento alla riflessione storico-critica più recente intorno alla complessa questione del rapporto tra gli architetti italiani e il fascismo, si concentra su alcune opere di Alberto Calza Bini che hanno dato forma a luoghi urbani di grande complessità e qualità. L’obiettivo è evidenziarne il valore in una prospettiva di lunga durata, sia per quanto riguarda nel concreto la costruzione degli spazi e delle forme dell’architettura, sia per quanto riguarda la definizione di categorie concettuali e strumenti operativi per la progettazione architettonica e urbana che sono anche oggi all’attenzione della riflessione disciplinare e professionale.
Il contributo si articolerà in tre parti:
- Appropriatezza. Architettura tra arte tecnica: stile e linguaggio
- L’interrogazione del tempo. La trasformazione dei contesti storici stratificati: verso la definizione del concetto di preesistenze ambientali
- Montaggi. La costruzione della città del Novecento: tipi, forme e sequenze di spazi
Ciascuno di questi “capitoli” rilegge alcune opere e progetti di Alberto Calza Bini organizzati intorno ad alcune parole-chiave centrali nella riflessione contemporanea ma già ben delineate nella discussione sull’architettura degli anni tra le due guerre in Italia. Sono parole-chiave che consentono di affrontare oggi il tema dell’invenzione nel progetto di architettura, soffermandosi sulle sue relazioni con la costruzione della città nel tempo affrontando questioni quali: l’ideazione del progetto nel rapporto con la stratificazione storica e la ricerca di un ordine profondo non immediatamente visibile nei contesti, come nel caso delle Opere di liberazione e restauro del teatro di Marcello a Roma (1926 e 1932) o il restauro e risanamento di edifici storici, con la direzione dei lavori in Fano, della loggia di S. Michele, della corte malatestiana e delle mura della Mandria ed arco di Augusto (1925); il rapporto con il paesaggio urbano e naturale e le sue rappresentazioni come nel caso del Collegio orfani INADEL ad Anagni (1926), il Piano territoriale e paesistico per Ischia (1938) o il Grande Albergo delle Nazioni sul lungomare Nazario Sauro a Bari (1932-35).