Cos'è
Il ciclo di incontri culturali della Pinacoteca Servolini prosegue con un appuntamento di grande prestigio scientifico. Sabato 24 gennaio, alle ore 17.00, l’Auditorium di Villa Carmignani ospiterà la conferenza dal titolo “Alberto Calza Bini tra classicismo e modernità”.
Dopo il successo dei primi due incontri, il calendario culturale punta i riflettori su una delle figure più influenti e complesse del panorama architettonico e urbanistico italiano del XX secolo. A guidare il pubblico in questo percorso critico sarà Matteo Fochessati, stimato storico dell’arte e Curatore della Wolfsoniana – Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura di Genova.
Sulla scorta della riscoperta del liberty segreto di Alberto Calza Bini, siglato dai due raffinati e inediti episodi architettonici nella Livorno della Belle Epoque, il Villino Paoletti e l'Istituto di Santo Spirito, che costituisco due antefatti architettonici nell'ambito dell'articolata carriera di quest'ultimo, Fochessati punta i riflettori sulla premessa firmata dall'artista romano al volume Guido Fiorini (1891-1965). Visioni architettoniche, edito a Roma nel 1929 da Biblioteca d'Arte Editrice, contenente una selezione di progetti del bolognese Guido Fiorini. Nella sua introduzione all’opera di un architetto legato a Le Corbusier e destinato a entrare nella cerchia del movimento futurista, Calza Bini prova a teorizzare una possibile sintesi espressiva tra classicismo e modernità. Il suo scritto sembra così voler enunciare un programma teorico a cui lui stesso si attenne, sviluppando il connubio tra ideali classici ed espressioni linguistiche moderne nell’ambito della sua intensa attività amministrativa e professionale nel campo della progettazione architettonica e urbanistica e nella sua parallela carriera pittorica. L’intervento affronterà questa dicotomia operativa attraverso l’analisi delle sue opere e dei suoi testi.