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Mansio romana di Torretta

Negli anni 1989-90, dagli scavi finanziati dalla Società Autostrada Tirrenica, sono emersi a Torretta Vecchia, presso la Statale 206 –la romana Via Aemilia Scauri- i resti di un edificio della fine del I secolo d.C., modificato nel II, III, IV secolo. Sebbene le spoliazioni condotte dal VI secolo per recuperare materiale da costruzione abbiano ridotto il complesso al livello delle fondazioni o poco più (e in realtà molto ancora sia sotto edifici moderni), si ritiene probabile che si tratti di un grande impianto termale pubblico, vicino a un luogo di sosta –una mansio romana- non lontano da Pisa. Il complesso si articola attorno al cortile quadrato porticato, usato come palestra per giochi ed esercizi ginnici. Su questo si innestano il frigidarium, per i bagni freddi e il calidarium riscaldato, collegati dal tepidarium. Gli ambienti erano riscaldati dalle caldaie del praefurnium, da cui partivano le tubature in piombo entro cui scorreva l’acqua calda di alimentazione delle vasche, mentre all’esterno correvano i canali di scarico. Della mansio si conservano parte del sistema di riscaldamento (pilastrini, condutture o tubuli); tratti della pavimentazione musiva a disegni geometrici e porzioni di murature in opus mixtum. Con l’esaurimento della funzione originale dell’edificio (prima metà del VI sec.), il praefurnium fu convertito in officina per fondere le parti metalliche da reimpiegare.
La mansio sorge nei pressi di Castell’Anselmo, antico borgo collinare risalente al X secolo e distrutto dai Fiorentini nel 1432.