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Le decertificazione nella Pubblica amministrazione
Autocertificazione e accesso ai documenti

A partire dal 1° gennaio 2012 sono entrate in vigore le modifiche, introdotte con l’art. 15, comma 1, della legge 12.11.2011 n. 183, recante “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello stato (legge di stabilità 2012)”, alla disciplina dei certificati e delle dichiarazioni sostitutive contenuta nel “Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa” emanato con DPR 28.12.2000 n. 445. La nuova disciplina – obbligatoria per le pubbliche amministrazioni ed i gestori di pubblici servizi – intende operare una radicale “decertificazione”, sostituendo alla tradizionale produzione di certificati l’acquisizione diretta dei dati e delle informazioni presso le amministrazioni certificanti da parte delle amministrazioni procedenti o, in alternativa, la produzione da parte degli interessati di autocertificazioni o dichiarazioni sostitutive di atti di notorietà.
Sotto questo profilo, le nuove norme rafforzano e rendono più penetranti disposizioni già introdotte in passato in materia di documentazione e di procedimento amministrativo, con la legge 15/1968, la legge 241/1990, la legge 445/2000. L’entrata in vigore della legge 183/2011 sta determinando, tuttavia, un impatto assai più rilevante, sia sui privati (cittadini, professionisti, imprese), sia sugli enti pubblici.
Le principali novità

Le principali novità, introdotte dalla nuova normativa sotto forma di modifiche ed integrazioni degli articoli 40, 41, 43, 44 bis, 72 e 74 delle legge n. 445/2000, sono le seguenti:

Le certificazioni rilasciate dalle pubbliche amministrazioni in ordine a stati, qualità personali e fatti sono valide ed utilizzabili solo nei rapporti tra privati; nei rapporti con gli organi della p.a. ed i gestori dei pubblici servizi, i certificati e gli atti di notorietà sono sempre sostituiti dalle autocertificazioni (per le fattispecie elencate dall’art. 46 della L. 445/2000) o dalle dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà (art. 47). Di conseguenza, a far data dall’1.1.2012 le amministrazioni ed i gestori non possono più accettarli né richiederli ; tali comportamenti integrano, per espressa disposizione di legge, violazione dei doveri d’ufficio .

Sui certificati rilasciati ai soggetti privati (gli unici rilasciabili) deve essere apposta a pena di nullità espressamente prevista per legge la dicitura “Il presente certificato non può essere prodotto agli organi della pubblica amministrazione o ai privati gestori di pubblici servizi”. Le amministrazioni certificanti (cioè quelle che detengono i dati) hanno l’obbligo di adottare misure idonee ad evitare la produzione di certificati nulli a causa dell’assenza della predetta dicitura; il rilascio di certificati che ne siano privi costituisce violazione dei doveri d’ufficio a carico del responsabile del rilascio.

• Le amministrazioni certificanti sono tenute ad individuare un ufficio responsabile per tutte le attività volte a gestire, garantire e verificare la trasmissione dei dati o l’accesso diretto agli stessi da parte delle amministrazioni procedenti, anche per consentire lo svolgimento di idonei controlli a campione. L’ufficio in questione è altresì responsabile della predisposizione delle convenzioni per l’accesso diretto ai dati tramite collegamento telematico, a norma dell’art. 58 del Codice dell’amministrazione digitale (D. Lgs. 7.3.2005, n. 82). Le misure adottate per l’efficiente, efficace e tempestiva acquisizione d’ufficio dei dati e per l’effettuazione dei controlli sui medesimi sono pubblicate sul sito istituzionale delle amministrazioni certificanti.

• L’acquisizione diretta (d’ufficio) dei dati e delle informazioni da parte delle p.a. e dei gestori di pubblici servizi è effettuata senza oneri e con qualunque mezzo idoneo ad assicurare la certezza della loro fonte di provenienza (collegamento telematico, posta elettronica certificata, fax, servizio postale).

Le amministrazioni pubbliche

In ordine alle disposizioni sopra richiamate, sia il Ministero dell’Interno (con circolare n. 33 del 23.12.2011, espressamente destinata ai servizi demografici), sia il Ministro per la Pubblica amministrazione e la semplificazione (con direttiva n. 14 del 22.12.2011) hanno richiamato tutte le amministrazioni pubbliche di cui all’art. 1, comma 2, del D. Lgs. n. 165/2001 a predisporre senza indugio gli adempimenti da porre in essere per l’integrale applicazione della nuova disciplina.
Com’è noto, il citato D. Lgs. 165/2001 stabilisce che “Per amministrazioni pubbliche si intendono tutte le amministrazioni dello Stato, ivi compresi gli istituti e scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative, le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, le Regioni, le Province, i Comuni, le Comunità montane e loro consorzi e associazioni, le istituzioni universitarie, gli Istituti autonomi case popolari, le Camere di Commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni, tutti gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali, le amministrazioni, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale, l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (ARAN) e le Agenzie di cui al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300. Fino alla revisione organica della disciplina di settore, le disposizioni di cui al presente decreto continuano ad applicarsi anche al CONI”.

 

Data di pubblicazione: 23/03/2012
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